Abstract
Le pratiche di informazione sulla salute sessuale sono sempre più spesso inquadrate come responsabilità individuali, ma prendono forma all’interno di ecologie informative e istituzionali diseguali. Interpretando i risultati attraverso la lente della cittadinanza sessuale, questo studio esamina dove i giovani adulti in Italia ottengono informazioni sulle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) e sul papillomavirus umano (HPV), e in che modo i profili relativi alle fonti di informazione siano associati alla conoscenza di IST/HPV e a misure legate alla prevenzione. Analizziamo un’indagine online del 2024, basata su quote, condotta su residenti in Italia di età compresa tra 16 e 30 anni (N = 3105; ponderata tramite post-stratificazione), utilizzando l’analisi delle classi latenti delle fonti informative relative alle IST e la regressione logistica multinomiale ponderata. Emergono quattro profili: un profilo centrato sui media tradizionali, un profilo centrato sui social media, un profilo esperto/istituzionale e un profilo interpersonale/familiare. L’appartenenza ai profili è associata in modo più costante a genere, età, esposizione a incontri scolastici su IST/salute sessuale, conoscenza di IST/HPV, frequenza d’uso del preservativo, atteggiamenti verso la vaccinazione anti-HPV e adesione alla vaccinazione. Cittadinanza, religiosità, reddito/risorse familiari e dimensione del comune non differenziano in modo robusto i profili nel modello aggiustato. I risultati riformulano le pratiche informative su IST/HPV come relazionali e sostenute da infrastrutture istituzionali, piuttosto che come scelte puramente individuali. Le implicazioni per le politiche e le pratiche includono una comunicazione coordinata su più canali e standard minimi di offerta per l’educazione alla sessualità, la consulenza youth-friendly, i test per le IST e i percorsi di vaccinazione anti-HPV.

